Passeggiate notturne in Oasi

Passeggiate notturne in Oasi

Le passeggiate notturne in Oasi Garzaia a Codigoro si terranno domenica 21 giugno, sabato 27 giugno e domenica 28 giugno alle ore 21.30.

Una serie di suggestive passeggiate sotto le stelle, in mezzo ad una inebriante natura notturna, dove sarà possibile scorgere le creature più magiche di questo periodo: le lucciole.

L’ingresso è ad offerta libera.

La prenotazione è obbligatoria per numero limitato dovuto dalle disposizioni da Covid-19.

I partecipanti sono invitati a presentarsi muniti di mascherina.

Ritrovo alle ore 21.30 presso l’Oasi Garzaia di Codigoro – Via per Ferrara,18 – 44021 Codigoro (FE)

 

Per informazioni e prenotazioni:

IAT Abbazia di Pomposa

Tel. 0533 719110

e-mail iat.pomposa@comune.codigoro.fe.it

 

 

Le Dune Fossili di Massenzatica

Situata nell’entroterra ferrarese tra il Po di Volano e quello di Goro, nei Comuni di Mesola e Codigoro, la riserva tutela una sequenza di dune fossili unica nel panorama regionale che testimonia la posizione di una linea della costa adriatica risalente all’età del Bronzo, circa 3000 anni fa.

Le dolci ondulazioni del terreno, rivestite da basse praterie, si alternano ad avvallamenti rioccupati oggi da arbusteti e lembi di bosco, si elevano solo di pochi metri sul piano di campagna, ma contrastano fortemente con la sconfinata pianura coltivata circostante, paesaggio profondamente modificato dall’attività umana che ha bonificato le vaste aree paludose di un tempo.

Oggi il mare Adriatico dista una dozzina di chilometri e le dune si sviluppano su un fronte di un chilometro e mezzo e una larghezza media di quattrocento metri, in direzione quasi parellela all’odierna linea di costa.

Esse ricordano una tappa importante del delta padano, che negli ultimi millenni ha visto il lento avanzare delle terre emerse a spese del mare. L’area rilevata delle dune fu sede anche dei primi insediamenti umani locali, testimoniati dai ritrovamenti archeologici.

Principale artefice delle dune è il forte vento marino che solleva la sabbia e la rilascia sul retro delle spiaggie, ove si accumula formando i caretteristici cordoni dunosi. Una volta incorporata nell’entroterra e non più alimentata dalla sabbia litorale, una duna diviene fossile e tende gradatamente ad essere smantellata dallo stesso agente che l’aveva creata, il vento, soprattutto nei tratti privi di vegetazione.

L’area costudisce ancora una buona diversità biologica e funge da rifugio per varie specie.

Caratteristiche piante erbacee dette psammofile vivono su questi substrati poveri e aridi, creando habitat preferiti da alcuni rettili e molti invertebrati oggetto di recenti studi: coleotteri, imenotteri e lepidotteri di grande interesse, a loro volta ricercati da uccelli migratori quali upupa e gruccione, legati a tali ambienti ormai molto rari di prateria arida.

Per informazioni

IAT MESOLA 0533/993358

Apertura Oasi Garzaia WWF di Codigoro

L’Oasi Garzaia di Codigoro nasce come Oasi di protezione naturalistisca nel 1981, si estende per circa 8 ettari, ed è sorta nel parco adiacente all’abbandonato Stabilimento saccarifero, dove le sue caratteristiche Ciminiere fanno da richiamo a una vasta popolazione di Ardeidi.
L’edifico principale dello stabilimento insieme alle sue imponenti e caratteristiche Ciminiere, godono di un vincolo artistico e storico dal 1989, emanato con Decreto dal Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali. Il suddetto stabilimento insieme ai vari altri edifici rimasti del ex-Eridania sono divenuti dimora di rapaci notturni come Gufi Comuni, Assioli, Civette, Barbagianni e Pipistrelli .
La caratteristica principale dell’Oasi è comunque la massiccia presenza degli Ardeidi , tanto da far sopranominare l’Oasi :“La Città degli Aironi”. Infatti lo svilupparsi di un vero e proprio boschetto di Robinie, Pioppi, Pruni selvatici e Sambuchi ha reso il sito adatto all’insediamento delle colonie , ed è quindi possibile ogni primavera scorgere centinaia di nidi di Garzette, Aironi Cenerini, Aironi Bianchi maggiori , Aironi Guardabuoi e Nitticore.

Inoltre tra le zone paludose dell’Oasi, cioè le vecchie vasche di decantazione dello Zuccherificio, è possibile avvistare esemplari più rari come: Aironi rossi, Sgarze col ciuffetto, Tarabusi e Tarabusini.
Non mancano esemplari di aviofauna tipici del delta del Po: Germano reale, Folaga, Gallinella d’acqua, Picchio, Gruccione, Martin Pescatore, Ibis Sacro e Mignataio.

L’Oasi Garzaia di Codigoro è un’ambiente suggestivo dove i resti di una caratteristica Architettura industriale si sono integrati armonicamente con la natura che se ne è appropriata, offrendo così ai visitatori la possibilità di immergersi in un ambiente naturale unico nel suo genere, che lega insieme la storia del territorio con la tutela dell’ambiente; una tappa obbligata per tutti gli amanti del Birdwatching.

Per Informazioni e Prenotazione delle visite guidate
chiamare :349 3592339
Responsabile e Referente WWF Ferrara D.ssa Sabrina Bulgarelli
Orari : dal mercoledì alla domenica 9 – 12.
Oasi Garzaia di Codigoro via per Ferrara , Comune di Codigoro

Ufficio IAT 0533.719110 – iat.pomposa@comune.codigoro.fe.it

Foto: Luigi Bassi, che si ringrazia per la gentile concessione.

 

Riapertura Castello Estense di Mesola

Il castello di Mesola è una delle 19 prestigiose residenze (chiamate delizie) degli Este. È ubicato nel comune di Mesola in piazza Umberto I.

Realizzato tra il 1578 ed il 1583 su volere di Alfonso II d’Este, da Giovan Battista Aleotti su progetto di Marc’Antonio Pasi, detto Il Montagnana, fu utilizzato dagli Estensi come dimora durante le battute di caccia nell’attiguo bosco di Mesola. La delizia presenta un impianto architettonico a pianta quadrata con agli angoli quattro torri quadrate merlate, circondato da edifici porticati. Rimase di proprietà degli Estensi fino al 1771. Seguirono vari passaggi di proprietà fino al 1952 quando passò sotto il controllo dell’Ente Delta Padano ed ora è in proprietà della Provincia di Ferrara.

Il castello ospita al secondo piano il Museo del bosco e del cervo della Mesola. Al piano nobile è allestita una mostra permanente che ripercorre le tappe del sogno estense che, alla fine del XVI secolo, si coronava con la costruzione di questo possente castello, cinto da mura per 12 miglia e affacciato sul porto naturale dell’abate tanto da far dire ai veneziani che Mesola era più che altro il tentativo di costruire una nuova città portuale. L’allestimento elegante si mescola alla maestosità delle sale dai soffitti affrescati e la visita arricchita da interessanti riproduzioni multimediali. Al piano terra all’interno del maestoso salone i simboli dei personaggi che hanno fatto la storia del castello dalla casa d’Este allo Stato Pontificio.

Finalmente, anche il Castello della Mesola, riapre il suo portone ai visitatori con i seguenti orari:

Dal martedì alla domenica, dalle ore 9,30 alle ore 12,30 – dalle ore 15,00 alle ore 18,00.

Per Informazioni e biglietteria:

339/19.35.943

0533/99.33.58

prolocomesola@gmail.com

iat@comune.mesola.fe.it

www.prolocomesola.it

 

 

Apertura Boscone della Mesola, occasione unica per incontrare le tartarughe di terra…..

Finalmente il “Boscone della Mesola” apre i suoi cancelli ai visitatori: sabato, domenica e festivi, dalle ore 8,00 alle ore 18,00.

Il “Boscone” è il bosco più grande della provincia di Ferrara, in un’area che ha le sue origini sui cordoni dunosi formati dal Po di Goro e dal Po di Volano, un terreno di origine alluvionale che a tratti forma ristagni d’acqua, in cui prospera una vegetazione palustre.

Il Parco Si può girare a piedi e in bicicletta, occasione unica per scoprire i tanti suoi abitanti animali; tra i suoi alberi vive un folto gruppo di cervi, i nipoti dei nipoti discendenti dagli esemplari sopravvissuti alle battute di caccia degli Estensi, che costituiscono l’unica popolazione autoctona di cervo padano.

Oltre a loro e ai daini, si trovano numerose altre specie meno semplici da avvistare, come i tassi e gli allocchi, mentre con un po’ di pazienza e fortuna incontrerete le tartarughe.

Occasione ghiotta per immortalarle in uno scatto o un buon avvistamento; esse infatti sono appena uscite dal loro letargo ed un pò sonnecchiando si stanno preparando per la loro stagione degli amori.

La “Testuggine di Hermann” (Testudo Hermanni) che potrete conoscere nei percorsi del Parco, è presente esclusivamente nel Delta del Po nel Bosco della Mesola e a Santa Giustina; uno dei piccoli grandi tesori naturalistici che racchiude lo scrigno verde del Delta.

PER INFORMAZIONI:

IAT Mesola, Piazza Santo Spirito, 3 – 44026 Mesola (FE)

0533/993358

iat@comune.mesola.fe.it

Goro, perla del Delta, fra natura, cicloturismo, escursioni slow ed enogastronomia

Goro perla del Delta

Immerso nel parco del Delta del Po, Patrimonio Unesco dal 1999, è situato Goro, un incantevole paese di mare, famoso per le spettacolari qualità naturalistiche ed un territorio unico nel suo genere, che conta sino a 50 specie di uccelli, che ne fanno il territorio migliore per Birdwatching, con i suoi percorsi di avvistamento presso il vecchio faro Lanterna Vecchia, o presso le Valli di Gorino, che ospitano i bellissimi fenicotteri rosa, o nell’isola dell’Amore, una lunga lingua di sabbia sempre in mutamento.

Caratterizzato dall’attivo porto peschereccio, dove pesca e mitilicoltura sono le principali attività economiche, Goro è la “patria” della vongola verace, regina della tavola, assieme a cefali, orate, branzini, cozze, crostacei e la sublime ostrica gold.

Il pescato sempre fresco di giornata, garantisce una cucina genuina, ricca di prodotti locali ed a base di ricette semplici tramandate nel tempo, ma che possono soddisfare i gusti più raffinati dei palati più esigenti.

I panorami della costa sono incantevoli, da ammirare con le escursioni slow in barca, in partenza dai porti di Goro e Gorino, con percorsi esclusivi fra la natura incontaminata ed i profumi del mare.

Altrettanto slow, sono i suoi percorsi cicloturistici, adatti alle esigenze di tutti, a famiglie con bambini, gruppi, o per “esperti”.

L’itinerario più richiesto è la Goro-Mesola-Pomposa, un anello che collega le tre località, unendo arte, cultura e natura in un’unico percorso.

Un altro itinerario molto suggestivo è la Destra Po, che affianca direttamente l’argine del fiume Po, che separa l’Emilia-Romagna dal Veneto.

Un altro percorso del territorio di Goro, è la Goro-Volano, partendo dal porto turistico di Goro, ci si immerge in un tratto che collega le due località passando attraverso il Bosco della Mesola da un lato e la Sacca di Goro dall’altro.

Foto di Maurizio Thieghi

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