Il Territorio

Il Parco del Delta del Po rappresenta la più vasta zona umida in Italia, nonchè una delle più importanti  d’Europa. Esso accoglie elementi di biodiversità che lo rendono un paradiso per naturalisti, biologi, turisti e birdwatchers.

Il Delta del Po dà ospitalità a variegate specie di uccelli che trovano in questo affascinante territorio il rifugio perfetto. L’Ambiente faunistico del Delta è fra i più ricchi dell’Europa Meridionale, e non ha nulla da invidiare ai rinomati parchi deltizi europei. Oltre alle decine di migliaia di Anatidi delle specie anche più rare, troviamo i Limicoli di quasi tutte le specie, gli Ardeidi e i Rallidi. Inoltre ricordiamo, con qualche centinaio di coppie nidificanti, l’Avocetta e il bellissimo Cavaliere d’Italia, il cui insediamento tipico è in una piccola area vicino alla chiesa di Volano e in Valle Bertuzzi, oltre a Volpoche, Pittima Reale e qualche avvistamento di Beccapesci.

Non dimentichiamo che da qualche tempo sono tornate a nidificare anche le rare Spatole, dopo secoli in fuga dall’est europeo. Per questo motivo, negli ultimi anni è sempre più apprezzata e praticata l’attività di birdwatching, ovvero l’osservazione di volatili nel loro habitat naturale.

Le stagioni più quotate e consigliate per svolgere quest’attività sono la primavera e l’autunno; armati di binocolo, guide di riconoscimento e abbigliamento sportivo, gli amanti del Birdwatching troveranno nel Delta del Po una location perfetta per i loro avvistamenti.

Numerose sono le oasi naturalistiche presenti nel territorio del Delta del Po, ognuna con la proprie peculiarità.

Partendo da Goro e Gorino troviamo la Valle Dindona dove, salendo sull’argine del fiume, è possibile godere di un’ampia visuale sulla valle, ricca di salici bianchi, e sulla campagna circostante. Qui c’è la possibilità di avvistare più di 30 specie tra cui Ardeidi, Migliarini di palude, Cannareccioni. Da diversi anni varie specie di uccelli hanno trovato in quest’oasi valliva l’habitat ideale per svernare e nidificare: famiglie di Cigni Reali, Volpoche, Ibis Sacri, Mignattaio, senza dimenticare che lungo l’argine si sono formate colonie di Cormorani.

Per quanto riguarda lo Scanno e il Faro di Gorino, invece, è consigliabile concentrare l’attenzione sulla spiaggia, dove sono presenti punti di osservazione, e sulla foce del fiume: qui si ha la possibilità di avvistare più di 35 specie tra cui Fratini, Svassi, Smerghi, Gabbiani e diverse specie di limicoli quali Pettegole, Piovanelli Pancianera e Pantane. Grazie alla salvaguardia dell’ambiente attuata dal Corpo Forestale, lo Scanno di Goro è diventato una vera e propria “Oasi Naturalistica” dove nitificano Beccaccie di Mare e Gabbiani Corallini oltre ai Gabbiani Reali.

Nelle Valli di Gorino due sentieri offrono una splendida visuale della Sacca di Goro; quello che porta alla Lanterna si snoda lungo argini sabbiosi della Sacca e ospita stormi di limicoli tra i quali Piovanelli pancianera, Pieveresse, Beccacce di mare, Spioncelli, Migliarini di palude e Fringillidi, mentre il sentiero che porta verso Goro offre l’opportunità di avvistare Svassi, Sterne e Gabbiani. In ques’t’area è possibile avvistare più di 50 specie. Le valli di Gorino da diversi anni ospitano gruppi di Fenicotteri Rosa che qui trovano, nelle acque basse vallive, fonti di cibo. Oltre ai Fenicotteri è facile avvistare Rapaci come Falchi di Palude, Albanelle e Gheppi. Oramai non è rara la presenza di Ibis.

Nella zona del Taglio della Falce è consigliabile appostarsi sull’argine per osservare l’ambiente boschivo della Mesola che offre ai birdwatchers la possibilità di ammirare numerose specie che sorvolano l’area, soprattutto nella tarda serata, dove c’è la possibilità di avvistare più di 35 specie tra cui Aironi rossi, Marzaiole, Alzavole, Usignoli, Averle e Canapini.

Spostandoci verso sud, troviamo la suggestiva Valle Bertuzzi: si tratta di una vera e propria oasi naturalistica di pregio, grazie alla costante salvaguardia dell’ambiente che permette alle diverse specie di uccelli di trovare in questa zona l’habitat ideale. Si sono create zone e piccoli arenili dove è possibile avvistare colonie di Alzavole, Moriglioni, Fischioni, Pavoncella, Ibis neri, Fenicotteri, Moretta tabaccata ed alcuni esemplari di Arlecchino, Volpoche, Mignattai; sono inoltre presenti Oche selvatiche. Nei periodi di passo, la zona viene utilizza come area di sosta per il riposo e per procacciarsi il cibo, è facile quindi osservare gruppi di varie specie di uccelli in volo soprattutto al tramonto. Molto ricca la presenza di Gabbiani Reali, Corallini e Comuni oltre a rapaci come Falchi, Poiane, Gheppi e Albanelle.

Mappe

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Parco del Delta del Po

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Provincia di Ferrara

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Carta turistica di Ferrara

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L’Oasi di Canneviè è una valle salmastra di 64 ettari che si estende tra il Gran Bosco della Mesola ed il Po di Volano. Dispone di diversi punti di osservazione con capanni fotografici dai quali è possibile osservare la ricca avifauna. Gestita con grande attenzione verso la natura,  Valle Cannevié rappresenta un punto di notevole interesse per l’avifauna, sia come luogo di temporaneo riposo e di alimentazione durante il volo di migrazione autunnale e primaverile, sia come zona di sosta per il periodo invernale, sia infine come area di nidificazione.

Per quanto concerne le aree boschive, invece, nel territorio del Delta del Po troviamo il Bosco di Santa Giustina, chiamato anche della Fasanara. Esso è una sottile striscia boschiva che si estende dall’abitato di Santa Giustina al Po di Goro, per circa 4 km. Il Bosco di Santa Giustina e il Bosco della Mesola sono insediati su cordoni litoranei, formatisi dopo il XII secolo in seguito all’avanzamento della linea costiera, e rappresentano il residuo di un grosso complesso di foreste termofile litoranee che nel medioevo si estendevano fino alla foce del Tagliamento. Nell’area deltizia questo insieme di boschi, per la massiccia presenza di leccio, veniva chiamato Bosco Eliceo. I due boschi si sono sviluppati sulla stessa struttura geomorfologica e presentano identiche comunità vegetali. La fama del Bosco della Mesola è legata alla presenza della tenuta di Mesola, ma va sottolineato che solo il Bosco di Santa Giustina e i dossoni rappresentano il residuo della tenuta estense di Mesola (della quale costituivano rispettivamente la parte orientale e centrale); l’area su cui sorge il Boscone era esterna alla tenuta.
Il terreno è alluvionale, originato in parte da relitti marini con formazioni dunose di sabbia ed in parte da sedimenti fluviali argillosi. Esso rappresenta la più ampia oasi naturalistica della Provincia di Ferrara.

Nella parte meridionale del bosco, immediatamente a Nord dell’ abitato di Santa Giustina, e verso i bordi esterni, si trovano popolamenti tipici di ambienti con falda freatica alta (Alnetaliae glutinosae), caratterizzati da pioppo bianco (Populus alba), frangola (Frangula alnus), olmo campestre (Ulmus minor), pioppo nero (Populus nigra), ontano nero (Alnus glutinosa). Nel corpo centrale del bosco, dove le dune sono più rilevate, è presente una macchia termofila submediterranea a querce sempreverdi (Quercion ilicis) identica da un punto di vista vegetazionale a quella del Bosco della Mesola, dominata da leccio (Quercus ilex) e caratterizzata inoltre da Phillyrea angustifolia, Asparagus acutifolius, Clematis flammula, Rubia peregrina, Ruscus aculeatus, Osyris alba e Rosa sempervirens, miste a specie mesofile. All’interno sono presenti grandi esemplari di pino domestico (Pinus pinea) probabilmente risalenti agli impianti della forestale nella prima metà del ‘900. Nelle bassure particolarmente vicine alla falda, dove sono condizioni fresco umide, è presente bosco paludoso (Cladio-Fraxinetum oxycarpae) a frassino meridionale (Fraxinus oxycarpae), pioppo bianco e gatterino (Populu alba e P. canescens), olmo campestre (Ulmus minor) e pioppo nero (Populus nigra). Nella parte settentrionale vi è un bosco termofilo di caducifolie a farnia (Quercus robur), carpini bianco ed orientale (Carpinus betulus e C. orientalis) e leccio (Quercus ilex), identico a quello del Bosco della Mesola. Nel 1959-60 sono state impiantate diverse farnie (Quercus robur). La mancanza di pressione di pascolo dei cervidi, presenti solo nel Boscone, rende la vegetazione del Bosco di Santa Giustina più ricca e varia, e si presenta con un fitto e rigoglioso sottobosco.

Tra il Bosco di Santa Giustina e il Po di Gorosi trovano i Prati della Mendica, ovvero un prato umido a Carex extensa e Juncus gerardi a pregio naturalistico elevato. Molto caratteristica e di elevato pregio naturalistico è la fioritura, in primavera, di alcune orchidee spontanee (Orchis palustris, O. laxiflora, O. Incarnata).

La fauna tipica degli ambienti boschivi padani è abbondante, a parte la presenza di testuggine di Herman non sono presenti emergenze faunistiche di rilievo. L’avifauna stanziale è rappresentata soprattutto da fringuelli, tordi, colombacci, fagiani e merli; i mammiferi da lepri, tassi, donnole e lepri.

Il Delta del Po è il luogo ideale per praticare il cicloturismo, sia per il numero altissimo di specie animali che si possono avvistare sia per la facilità dei percorsi completamente pianeggianti che si snodano sul territorio: non si fa nessuna fatica a pedalare lungo i canali, le valli, le coste marine, sugli argini e sulle strade secondarie. I percorsi ciclabili sono talmente numerosi che non vi basterà una settimana per percorrerli tutti. Aggiungete il fatto che l’area del Delta offre paesaggi che non esistono altrove in Italia, un concentrato di paludi, boschi, canali che sfociano in mare, piccoli paesi annidati tra i canneti, stagni salmastri, spiagge, pinete.

All’interno della Stazione 1 del Parco del Delta del Po Emiliano esiste un percorso ciclabile ad anello, di 65 km circa, che vi permetterà di toccare i comuni di Codigoro, Goro, Mesola e la bellissima Abbazia di Pomposa.

Partendo da Codigoro potrete utilizzare la pista ciclabile FE218 per raggiungere la millenaria Abbazia di Pomposa, antico centro monastico con affreschi di ispirazione giottesca. Da qui, continuando verso il Lido di Volano, costeggiando Valle Bertuzzi e incontrando l’Oasi di Cannevè e la settecentesca Torre della Finanza, potrete collegarvi al percordo ciclabile FE302 che, dal Taglio della Falce costeggiando il Boscone della Mesola, vi permette di raggiungere i porti turistici di  Goro e Gorino.

Il territorio del Delta del Po, oltre ad essere un patrimonio naturalistico, è anche un paradiso enogastronomico per gli amanti del buon cibo: Goro è Capitale della Vongola Verace, Mesola è famosa per il pregiato Asparago e il Tartufo del Delta, Bosco Mesola è nota per il Radicchio rosso e Codigoro per il Riso del Delta, oltre alla vastità dei prodotti ortofrutticoli e ai Vini delle Sabbie.

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